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Numero 001693
Titolo Fontana della Crosara
Comune Chiuppano
Via Via G. Garibaldi
Soggetto Ritratti / Foto di gruppo
Soggetto Thesaurus cose | forme | Vedute
Descrizione Fontana della Crosara. Da sinistra: Manea Placida, Schiavo Maddalena (Nenni), Panozzo Maria (Regi) Regina, Cullino Regina, Dalle Carbonare Olimpia (con le secchie), Brazzale Armando, Dal Santo Anna Maria, Dalle Carbonare Bruna con bigolo, Segalla Piergiorgio (Gonzo Luigi?). Seduti da sinistra: Dal Santo Andrea, Marchesini Laura, Segalla Fernanda, Dal Corso Feride (o Gonzo?) da Dueville. La foto è presente nel libro "Sulle rive dell'Astico" del maestro Rando Francesco ed è scenica in quanto la fontana è sprovvista dell'acqua potabile. Primi anni '50

Appunti di storia sul centro storico di Chiuppano in occasione della festa in Crosara del 29 luglio 2026

L'ambiente
Per ricostruire i contesti storici e ambientali giova molto una buona lettura della toponomastica locale. Dai nomi più antichi delle vie Cantarana (attuale via Garibaldi) e via Calmigrande (ora De Gasperi) che risale a parecchi secoli fa apprendiamo senza ombra di dubbio che l'ampia zona su cui insistono era in antico una vasta area umida e paludosa che raccoglieva lo scarico delle acque della Bregonza. Qui infatti si era formato un grande canneto (calamus- canna) ed è anche ben noto l'ambiente naturale per il riferimento alla presenza delle rane. Il nome successivo della Contrà Longa fu quello di Fossà; dunque un fossato, che convogliava l'acqua collinare verso le “Senge dei can”, fu in paese il tracciato lungo il quale si sviluppò il primo insediamento abitativo chiuppanese. Riassumendo ls via prinvipale si chiamò in sequenza Calmigrande, Fossà, ZanMartini, Contrà Longa e da ultimo De Gasperi. La via Cantarana rimase sempre con il suo nome storico, fatta salva la variante recente per cui si chiama ora via Garibaldi.

Il comune antico
La casa comunale, almeno in epoca veneziana (dal 1404), fu l'edificio fino a tempi recenti proprietà della famiglia Tribbia, all'angolo fra la Contrà Longa e via Bordaloco (ora Mazzini). Davanti al comune in piazzetta Crosara si tenevano le convicinie o assemleee dei capifamiglia per decidere questioni di comune interesse pubblico. Per la validità della convicinia era necessaria la presenza di un terzo degi aventi diritto. Particolare interesse aveva la convocazione della convicinia nei primi giorni dell'anno per l'elezione del decano e la designazione del sindaco oltre a quella del notaio che fungeva poi da segretario comunale per le varie riunioni. Tulle le cariche avevano una durata annuale. Per il decano si votava deponendo in un contenitore una pallina del colore attribuito al candidato preferito. Il voto era segreto. Per il sindaco si seguiva un metodo misto fra elettivo e a sorteggio fra tre candidati suggeriti dai consiglieri comunali. Quello che veniva estratto non poteva esimersi dall'incarico sotto oena di sanzioni pecuniarie.

Il decano
Poteri: convocazione della convicinia a suono di campana o battendo un bastone a mo' di tamburo su una tavola. Proponeva i temi all'ordine del giorno, eseguiva i mandati di arresto. Manteneva i rapporti con le autorità superiori a Vicenza (consiglio dei saggi) e a Venezia. In particolare firmava le suppliche per ottenere aiuti o esenzion dalle tasse in occasioni di calamità naturali che erano frequenti). Sottoponeva le delibere alla approvazione del consiglio dei saggi a Vicenza (controllo di forma e di merito in relazione allo statuto comunale). Faceva rispettare lo statuto, /regole o capitoli comunali).

Il sindaco
Controllava le spese, le entrate e i conti, curava i rapporti di contenzioso con altri comuni (cause e liti sui confini) mandava ad esecuzione le delibere della convicinia (parti) con un occhio attento alla spesa. In particolare qui a Chiuppano disponeva del controllo della mariganza (capitoli o regole concernenti il rispetto dei benI pubblici e privati della campagna e dei boschi. Per questo da noi era anche marigo e comandava sei saltari o guardie campestri che applicavano multe ai trasgressori per danni o piccoli furti arrecati ai patrimoni. (Metà dell'incasso andava ai saltari denuncianti e doveva essre pagato sull'unghia). Firmava il pedelista cioè il registro del censimento dei beni e professioni ai fini fiscali che distingeuva la cittadinanza in benestanti (pochissimi) mediocri e infimi.(ogni classe sociale votava i propri rappresentanti nel governo del paese. Presentava alla convicinia le istanze per il l'accettazione dei forestieri (residenza).

I Consiglieri detti Governatori
Fino all'anno 1638 erano 9 poi ridotti a 6 per risparmio sulle spese; infatti i giornatori ricevevano un compenso; questa delibera adottata il 28 gennaio 1638 ci offre una notizia importante poiché si raccomanda di esporre al pubblico la nuova disposizione il giorno di mercato che era di lunedì. Così sappiamo che a Chiuppano già nel seicento c'era un mercato e coincideva come giornata con quello di Thiene (lunedì).

La residenza
Per acquisire i diritti di cittadinanza e uso dei beni comuni l'estraneo doveva aver abitato per 10 anni nel comune e nel '600 pagare una tassa d'ingresso in genere di 31 ducati. Scontati questi requisiti preliminari era la convicinia a deliberare a maggioranza l'accettazione o meno del candidato. Due esempi:
• Baldissera, Piero e Carlo Frighetto furono accettati il 13 marzo 1642 con il pagamento di 26 ducati in tre rate) più 5 per l'acquisto di candele e olio per la chiesa. Voti a favore 23 contrari 8.
• Domenico del fu Giacomello a Pedescala fu accettato con i figli il 15 marzo 1642. 19 voti a favore e 10 contrari.

Un fatto di sangue: l'omicidio della notte di San Silvestro. Anno 1711.
Dalle carte dell'archivio di stato di Venezia riemerge un grave evento che turbò ls tranquillità dei chiuppanesi. La sera dell'ultimo dell'anno del 1711 un gruppetto di quattro giovani bulli, originari di Carrè mise a soqquadro il paese. Verso le 23 questi ragazzotti giunsero ubriachi e rumorosi in centro, decisi ad attaccare briga con la gente che stava in piazza davanti alla casa comunale. Armati di archibugio, erano alterati dal vino che avevano tracannato abbondante a Caltrano. La baraonda si spostò poi sul sagrato della chiesa parrocchiale dove furono da loro proferite orrende bestemmie e insulti contro l'Eucarestia e il Divino Sangue di Cristo. Il parroco e i fedeli erano spaventati, ma uno dei presenti, Zuanne di Michele Segalla, diciannovenne, forse reagì richiamando con forza i balordi e ne subì le conseguenze. Contro di lui si scagliarono Antonio Marini e Francesco Rizzato con calci e pugni. Alla fine gli spararono un colpo di archibugio nella schiena. Lo ridussero in fin di vita e Zuanne morì il giorno dopo. Aggravante fu il fatto che i quattro avvinazzati impedirono al decano di suonare campana a martello, prima di eclissarsi fra i campi. Seguì il processo. La sentenza uscì un anno dopo. Tutti e quattro i giovinastri carradiensi furono condannati alla pena prevista dalla legge e al risarcimento alla famiglia della vittima. Zuanne Antonio Marini, Zuanne Scapo, Gianselio Mattei e Francesco Rizzato vennero banditi per anni 10 dalla Serenissima. Una pena durissima per quei tempi. Se fossero stati sorpresi a rientrare in territorio veneto sarebbero stati imbarcati in galea e incatenati al remo per anni cinque. In realtà quella che sembra una pena abbastanza lieve era una stangata terribile perchè una volta fuori dai confini i condannati perdevano ogni diritto civile ed erano trattati alla stregue di miserabili eternamente e il più delle volte inutilmente alla ricerca di un tetto e di risorse per vivere.

Enzo Segalla - Chiuppano 17 agosto 2026
Anno 1954
Adottatore InfoChiuppano.it 2PanProject
Data Adozione 29/07/2026
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Colore Bianco e nero
Sorgente Pellicola/negativo
Stato di conservazione buona
Formato - Unità di misura mm
Altezza 60
Larghezza 60
Canali 3
Pixel - Larghezza 8833
Pixel - Altezza 8702
Profondità colore 16
Profondità - Unità di misura bit
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Peso - Unità di misura bytes
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